La storia del castello

Castello di Castagneto

Tradizione e cultura si fondono creando un’atmosfera unica

«La cospicua e celebre famiglia dei Gherardesca, che nei fasti della Pisana Repubblica tiene un posto così luminoso, e che nelle sue grandi sventure offerse immortale subietto alla divina musa di Dante, perduto il dominio di Pisa restò nondimeno padrona di vasto territorio e di forti castella. Molte erano queste, ma per varii avvenimenti restarono in diversi tempi smembrate. Una porzione dell’antica Contea forma il territorio della Comunità di cui è capoluogo Castagneto, in passato Gherardesca. Molte sono le abitazioni formanti l’attual Castello, ingrandito con un grosso borgo.»

Il Castello della Gherardesca è stato eretto nell’anno 1000; la sua mole imponente spicca sul colle di Castagneto Carducci tanto caro all’omonimo poeta.
Chiuso dalle mura all’interno delle quali si trova la chiesa di famiglia, si presenta regale e inespugnabile. La struttura attuale è stata costruita in diverse epoche perché la sua storia segue quella della famiglia della Gherardesca, sua proprietaria.
La chiesa di San Lorenzo fu costruita in epoca medievale, verso la metà del 1200, e fu decisamente rivoluzionata dall’ultimo intervento nel 1926 per volere del Conte Walfredo della Gherardesca; è affiancata da una torre campanaria, in stile neomedioevale, fatta costruire tra il 1929 e il 1931 dal conte Walfredo con le pietre provenienti dalle rovine del castello di Donoratico. Gli affreschi inseriti nel ‘900 sono opera di Alberto Zardo e seguono un programma iconografico che celebra le glorie della famiglia della Gherardesca.
Sulle mura sono situati i giardini e i camminamenti che vi danno accesso. Particolare è la veduta nei giorni nitidi quando dalle terrazze del castello si scorgono l’Elba, la Corsica, la Capraia e la Gorgona.

La famiglia della Gherardesca

I Conti della Gherardesca da tempo immemorabile signoreggiano un lungo tratto del Litorale Toscano.

Celebri sono nelle nostre istorie i fatti illustri e gli strepitosi avvenimenti, onde acquistarono tanta gloria e per cui furono considerati fra quei potenti Dinasti che li divisero i Domini d’Italia, facendo rango nella Società delle Nazioni. Grande e potentissima Famiglia derivante dal Rango Sangue degli Adalberti per molto tempo conservò con le armi quei caratteri di Nobiltà generosa che sempre la distinsero, dominò in varie parti della Corsica e della Sardegna, e sostenne inPisa per lunga successione la gloria del Principato. Una singolar prova di grandezza saranno sempre le Memorie della stretta prossimità di sangue per cui si unì con l’Imperial Casa di Svevia, con le Reali d’Aragona, di Castiglia, con gli Estensi, gl’Aldobrandeschi, Conti Guidi, Gonzaga, con i Principi di Urbino, di Carpi, di Montefeltro, di Trevigi, con i Savelli, Orsini, Carraresi, Appiani, con la Real Casa dei Medici, ed altre Dominanti nell’Italia.

(Tratto da …)